Frattamaggiore, l’isola che non c’è tra bugie, fumetti, balli in maschera, consiglieri di opposizione e maggioranza smemorati, santini e piattaforme mediche

Correva l’anno 1980 quando Edoardo Bennato scrisse “L’isola che non c’è”, brano inserito nell’album “Sono solo canzonette“. “E a pensarci, che pazzia. È una favola, è solo fantasia. E chi è saggio, chi è maturo lo sa. Non può esistere nella realtà” cantava Bennato, quarantasei anni fa, oggi attualissima nella politica. A Frattamaggiore potrebbe essere un inno alla indecente e vuota campagna elettorale che stiamo assistendo, tra foto di santini lasciati sulla scrivania di studi diagnostici fatti passare per chissà quale anomalia elettorale, pur sapendo che la prassi si ripete da anni, con la differenza che quando la si usa per se, per le proprie elezioni anni 90 e 2000, si dimentica presto per poi rimarcarla quando il medico oggi è avversario. O ancora, i famosi inviti di un medico sulle piattaforme professionali verso gli assistiti, cosa più che scandalizzare gli avversari, dovrebbe invece far riflettere chi usa tali metodi per chiedere consensi. Tutti ballano in maschera, chi lo fa dai palchi, lanciando gadget e banconote false quale auspicio di ricchezza per tutti, chi davanti le telecamere sul web, tra cespugli e rovine, raccontando bugie a causa di una propria memoria in default. E c’è chi racconta a fumetti solo favole e fantasia, perchè chi è maturo lo sa, non può esistere nella realtà, cantava Bennato. La cosa grave che lo sanno anche coloro che vivono di slogan al vento con gli Inti Illimani in sottofondo, credendo che per amministrare, basta far crescere l’erba sui mostri di cemento, quei mostri che pure loro hanno visto crescere, però senza fare un fico secco o cantare con gli Inti Illimani: dove erano? Come qualche consigliere comunale uscente, dopo sei anni, grida ai quattro venti, di conoscere tantissime cose di una certa gravità, ma nei sei anni, e pure oggi, restano solo grida, e le grida, come diceva Bennato, sono solo canzonette. Giù le maschere, siate più credibili, meno arroganza, meno bugie colossali, meno razzismo ideologico anacronistico che assale qualcuno che già si sente unto dal Signore. La strada è ancora lunga e spesso ci si perde, ma più che spesso, gli slogan vengono sommersi da una valanga di voti e un brutto risveglio sull’isola che non c’è. Ovviamente questo vale per i favoriti sulla carta, i due Del Prete.