In attesa di leggere nei dettagli il quadro accusatorio contestato dalla Procura agli indagati sulla ipotesi di truffa al Consorzio Cimiteriale, in queste ore sembra che ci sia esclusivamente una corsa a dichiarare il proprio garantismo, dimenticando la questione politica e amministrativa, ma ancor più dimenticando che al netto di chi forse credeva in un affare versando di meno rispetto agli altri, restano gli ignari utenti che invece hanno versato gli importi dovuti ricevendo copie di falsi bollettini pagati. Bene il garantismo, ci mancherebbe in uno stato di diritto, anche se quasi sempre è professato a corrente alternata rispetto alle convenienze del momento, ma la domanda che tutti si fanno è: ma chi garantisce quei poveri ed ignari utenti che oltre al danno sono stati beffati ritrovandosi nelle mani contratti e ricevute carta straccia? Ipotizzare in un rientro in breve tempo della cifra presunta dell’ammanco conoscendo i tempi che si determineranno per i vari processi, è molto ma molto difficile e chi si ritrova truffato, con molta probabilità, per riavere un loculo, lo dovrà riacquistare. E chi non ha i soldi per poterlo fare? Chi aiuterà questi utenti? Qualcuno ha speso quei pochi risparmi per assicurarsi un loculo dove poter essere sepolto con dignità, quella dignità che è stata calpestata e non può essere ulteriormente calpestata con un nulla di fatto: in questa penosa vicenda, chi ha sbagliato deve pagare, il garantismo vale principalmente per i truffati, per i cittadini di Frattamaggiore, Grumo Nevano, Frattaminore che versano soldi nelle casse del Consorzio per la gestione del cimitero. Nel solco del garantismo per tutti, si rimane fiduciosi nel lavoro delle autorità investigative e della Magistratura e ovviamente sulle decisioni delle tre amministrazioni consorziate, in primis Frattamaggiore che detiene la maggioranza

