Siamo davvero allibiti nella visione ieri sera di alcuni passaggi della seduta di Consiglio Comunale dove nelle comunicazioni iniziali, si è affrontata la questione relativa alle ultimissime vicende giudiziarie del Consorzio cimiteriale che vedono coinvolto, in qualità di indagato, l’attuale vice sindaco. Ebbene, nonostante le assicurazioni da parte dei consiglieri intervenuti quali Lamberti, Del Prete Marco e Pasquale Del Prete di non voler assolutamente entrare nel merito delle questioni personali e giudiziarie per le quali sarà la magistratura a fare il proprio corso, ma semplicemente spostare il dibattito sulla questione politica per conoscere dalla voce del sindaco quali fossero le azioni di carattere esclusivamente amministrativo rispetto alla vicenda, ebbene, il presidente del Consiglio Comunale Rosa Villano se in un primo momento chiedeva la discussione a porte chiuse in quanto, secondo lei, trattasi di questioni personali dimenticando però il ruolo politico che comunque interessa l’amministrazione, dimenticando ancora la gravità delle accuse per un ammanco da due milioni di euro a danno dei cittadini che hanno il diritto di sapere tutto, addirittura senza neppure mettere regolarmente ai voti ma semplicemente sulla parola, ha chiesto e ottenuto, una sospensione non regolamentare della seduta in quanto, secondo la sua dichiarazione, era presente una tv e doveva verificare. Lo sapete in che modo? “Mi è arrivato un messaggio vado a verficare un attimo” sono queste le parole espresse dal presidente. Domanda: sostanzialmente abbiamo un presidente consigliato e informato dai messaggi? E da chi? Ancora più strano il rientro in Consiglio dopo la sospensione in quanto non c’è stata alcuna dichiarazione nel merito da parte del presidente, di cosa era successo. Domanda: allora cosa conteneva la messaggistica? Perchè il silenzio? Perchè si voleva addirittura fare tutto a porte chiuse? In un momento così delicato, a maggior ragione se si urla ai quattro venti che la nuova amministrazione non c’entra nulla, occorrerebbe aprire anche le finestre per fugare ogni eventuale dubbio, ogni eventuale ombra, se poi non si è all’altezza del compito istituzionale o per altre ragioni politiche si è costretti a seguire procedure non regolamentari, allora l’unica cosa da fare è dare le proprie dimissioni.

