Oltre tre ore di dibattito serrato, più di 110 partecipanti e il confronto tra esperti, rappresentanti del mondo dell’innovazione didattica e responsabili scuola delle principali forze politiche: il PLD presenta a Napoli le sue proposte per la riforma del sistema scolastico.
NAPOLI – Oltre tre ore di confronto serrato, una sala gremita con più di 110 persone tra docenti, dirigenti, esperti ed esponenti politici rimasti fino all’ultimo per ascoltare, intervenire e confrontarsi. È il bilancio dell’incontro promosso dal Partito Liberaldemocratico (PLD) a Napoli, interamente dedicato alle riforme strutturali di cui necessita il sistema scolastico italiano. Niente tatticismi politici o polemiche elettorali: al centro del dibattito ci sono stati i temi concreti che definiscono il futuro dell’istruzione: reclutamento, formazione e valutazione dei docenti, revisione dei cicli e dei programmi scolastici, continuità didattica e integrazione dell’intelligenza artificiale nelle aule. L’evento è stato promosso e organizzato dal Dipartimento Scuola del PLD, guidato da Patrizio Del Prete, in stretta sinergia con la struttura territoriale del PLD Campania e Napoli, rappresentata da Pasquale Lauri e Alfio Ferlito. I punti chiave del dibattito e i contributi dei relatori Il convegno ha visto un pluralista e qualificato tavolo di confronto tra i responsabili scuola delle diverse forze politiche ed esperti di livello nazionale: Anna Paola Concia (Coordinatrice Comitato Organizzatore Didacta Italia): Ha portato l’esperienza e la visione della principale fiera sull’innovazione del mondo della scuola, rimarcando l’importanza della formazione continua dei docenti, dell’innovazione dei modelli didattici e della creazione di ambienti di apprendimento all’avanguardia capaci di rispondere alle sfide contemporanee.Prof.ssa Loredana Perla (Presidente della Commissione Indicazioni Nazionali): Ha evidenziato l’esigenza di aggiornare le Indicazioni Nazionali per conciliare la solida tradizione umanistica italiana con le competenze digitali e le nuove sfide globali. On. Valentina Aprea (Responsabile Scuola Forza Italia): Ha richiamato la centralità dell’autonomia scolastica, del merito e dell’innovazione didattica, sottolineando l’importanza del legame tra scuola, nuove tecnologie e mondo del lavoro. Maria Pia Bucchioni (Responsabile Scuola Azione): Ha posto l’accento sulla necessità di un approccio pragmatico: valorizzazione economica del personale, stabilizzazione organica e sviluppo delle carriere dei docenti. On. Mario Pittoni (Responsabile Scuola Lega): Si è focalizzato sui nodi del reclutamento, ribadendo l’urgenza di semplificare i concorsi e valorizzare l’esperienza maturata sul campo dal personale precario. Alessandro Zampella (Responsabile Scuola PD Campania): Ha sottolineato la funzione sociale della scuola pubblica e la necessità di contrastare la dispersione scolastica potenziando il tempo pieno e le infrastrutture, con un focus sul Mezzogiorno. Tonino Scala (Responsabile Scuola AVS Campania): Ha richiamato il valore della scuola come presidio di uguaglianza e inclusione, ponendo l’accento sulla tutela del diritto allo studio e sul benessere psicofisico degli studenti. Le dichiarazioni Patrizio Del Prete (Responsabile Scuola segreteria PLD): «La scuola italiana non può più essere considerata un ammortizzatore sociale né essere gestita con interventi di facciata. Serve un cambio di passo radicale: formare, assumere e valutare gli insegnanti con criteri certi, aggiornare i programmi e governare l’impatto dell’intelligenza artificiale. Il grande lavoro svolto dal nostro Dipartimento va proprio in questa direzione: costruire una proposta riformista concreta e condivisibile per il Paese». Luigi Marattin (Segretario Nazionale del Partito Liberaldemocratico): «Vedere oltre cento persone rimanere per tre ore a discutere di scuola, senza parlare di poltrone o alleanze, dimostra che c’è una grande domanda di politica fatta di contenuti. Per il Partito Liberaldemocratico la politica è questa: appassionarsi a come cambiare il Paese, un pezzo alla volta. La scuola deve tornare a essere il principale motore di mobilità sociale e di crescita del capitale umano. La straordinaria risposta di Napoli conferma che siamo sulla strada giusta».


