Ex ospedale San Michele di Pogerola, il Sindaco di Atrani Siravo: «Prima la destinazione d’uso, poi la vendita. Un patrimonio di tutti resti al territorio»

a cura di Caterina Flagiello
ATRANI — Interviene sul futuro dell’ex ospedale San Michele di Pogerola il Sindaco di Atrani, Michele Siravo, che ha inviato ai Sindaci dei tredici Comuni della Costiera Amalfitana e alla Regione Campania una proposta unitaria sulla destinazione dell’immobile di proprietà dell’ASL Salerno, di cui è stato avviato il percorso di vendita.
Il punto di partenza è la nota con cui l’ASL, dopo la Conferenza dei Sindaci del 15 settembre, ha comunicato di non ritenere praticabili soluzioni alternative all’alienazione. «Voglio essere chiaro e leale: sul piano sanitario la posizione dell’Azienda ha le sue ragioni» — afferma Siravo. _«Le Case di Comunità e l’Ospedale Costa d’Amalfi coprono già il fabbisogno, e l’ASL non ha fondi propri per recuperare quell’immobile. Ma qui sta il punto che finora è sfuggito: esistono due mondi diversi. I servizi sanitari competono all’ASL; i servizi socio-assistenziali — una casa di riposo, un centro diurno per anziani, alloggi protetti — no. Quelli sono competenza dei Comuni, degli Ambiti sociali e della Regione. L’ASL ha risposto a una sola metà della domanda: l’altra metà, la più importante per la nostra gente, tocca a noi porla.»
Nella proposta, il Sindaco sottolinea come la decisione finale non spetti all’Azienda sanitaria: «L’alienazione non è ancora decisa. Per legge la vendita è subordinata all’autorizzazione della Regione Campania. È in quell’atto che si può, e si deve, imprimere un vincolo di destinazione, perché quel bene resti al servizio della comunità. L’iter è ancora aperto: siamo in tempo.»
La proposta di Atrani non indica un’unica soluzione, ma un ventaglio di ipotesi da valutare insieme e con il coinvolgimento dei cittadini: strutture per gli anziani e le persone fragili, senior housing, alloggi di servizio per medici, pediatri e infermieri di cui la Costiera soffre la carenza, alloggi a canone calmierato per i giovani come argine allo spopolamento – sempre nel rispetto dei vincoli urbanistici e paesaggistici che tutelano l’area.
«Non è una rivendicazione di Atrani, né una posizione su un territorio altrui» – precisa Siravo. _«È una proposta che rivolgo a tutta la Costiera: ha peso solo se parliamo con una voce sola. Un bene costruito con i soldi di tutti, e mai entrato in funzione, non può semplicemente uscire dal territorio. Chiedo una cosa sola, ma con determinazione: che si vincoli la destinazione del bene prima ancora di parlare del ricavato di una vendita. Perché una struttura che serve la nostra comunità vale più di qualunque incasso.».