di Pasquale Del Prete
“Ho letto le parole del Sindaco sulla riorganizzazione della macchina comunale. Coordinare gli uffici, ridurre i tempi morti, evitare che una pratica passi da un settore all’altro senza che gli uffici si parlino: tutto giusto. Ma non basta una nuova organizzazione sulla carta per dire di aver cambiato la macchina comunale. Lo diranno i risultati. Quello che invece mi fa riflettere è un altro passaggio. Oggi il Sindaco dice, correttamente, che il Comune non può cambiare le norme nazionali e regionali, non può attribuirsi competenze che non ha e non può decidere da solo su questioni che dipendono da altri livelli istituzionali. È vero. Ma allora facciamo un passo indietro. Durante la campagna elettorale, quando noi provavamo a spiegare che le trasformazioni urbanistiche che riguardavano Frattamaggiore andavano affrontate con attenzione, distinguendo ciò che il Comune può decidere da ciò che dipende da altre istituzioni, siamo stati definiti cementificatori, speculatori, consumatori di suolo. Oggi, invece, ci viene spiegato che la realtà è più complessa. Che esistono competenze diverse. Che esistono norme sovraordinate. Che il Comune non può fare tutto ciò che vuole. Che bisogna verificare, coordinarsi, intervenire nelle sedi competenti e rappresentare le criticità prima che sia troppo tardi. Esattamente. È proprio quello che sostenevamo noi. E allora una domanda viene spontanea: se quelle erano considerazioni ragionevoli ,oggi ,perché ieri dovevano diventare etichette? Non c’è nulla di male nel riconoscere che un problema è più complesso di come lo si era raccontato in campagna elettorale. Anzi, sarebbe un segno di maturità. Ma proprio per questo oggi non servono alibi preventivi. Dire che il Comune non può decidere tutto è corretto. Dire che, quindi, non può fare molto sarebbe invece sbagliato. Il Comune può controllare. Può verificare. Può esprimere valutazioni. Può segnalare criticità. Può difendere gli interessi della propria comunità. Può assumere una posizione politica. E può farlo con forza, anche quando la decisione finale spetta ad altri. Perché avere competenze limitate non significa avere responsabilità limitate. E questa è forse la riflessione più importante. Per il resto, prendiamo sul serio le parole dello stesso Sindaco: non gli annunci, ma i risultati. Benissimo. Allora saranno i risultati a dirci se questa riorganizzazione avrà davvero cambiato il modo di lavorare del Comune. E saranno i fatti, non le etichette, a dire chi aveva ragione sulle trasformazioni della nostra città. Perché una cosa è certa: Frattamaggiore merita meno propaganda e più verità”. Noi aggiungiamo che sulla questione ZES il sindaco è in ritirata, non ha tentato neppure al TAR su terreno nei pressi del Filangieri dove si che ne vedremo di cemento su terreno per edilizia scolastica.

