Dal giornale “Corriere delle Città” in distribuzione sul territorio, pubblichiamo l’intervista al Consigliere comunale Tommaso Capasso
Movida: Croce e Delizia all’ombra della Canapina. Affari d’oro per gli operatori del settore (non tutti) e cittadini lasciati nel disagio e nel caos totale. L’Intervista al consigliere comunale del Partito Democratico Tommaso Capasso
Sul nostro vecchio taccuino, questa settimana, abbiamo avuto modo di chiedere lumi ad uno dei consiglieri comunali più preparati su una delle tematiche che in questi giorni impazza sui social che sono oramai diventati da tempo, un vero e proprio “sismografo politico” in città. Tommaso Capasso,consigliere comunale espressione “non allineato”, di un Partito Democratico, finito per essere commissariato a causa di una gestione amministrativa familistica e poco attenta ai bisogni della città. Ma questa è un’altra storia.
- Parlando di “Movida Selvaggia”, andremmo direttamente al nocciolo della questione senza giri di parole. Quali sono le ordinanze vigenti o altre normative attinenti alla tematica “Movida” e che vengono puntualmente disattese?
- La ringrazio direttore per avermi dato la possibilità di chiarire una questione sulla quale ogni qual volta si verificano disagi o episodi poco gradevoli, spesso si parla e scrive a vanvera senza conoscere i fatti. Orbene, esiste una delibera di giunta del 29 febbraio 1994, che prevede l’orario di lavoro e di servizio degli agenti della Polizia Municipale. Questo prevede che tale servizio deve essere svolto dalle ore 07,00 alle ore 24,00; C’è una nota del sindaco, la 6343 datata 28 febbraio 2025 con la quale lo stesso sindaco chiedeva al comandante della Polizia Municipale una riarticolazione dei turni degli agenti, in modo da avere la disposizione di tre pattuglie, tutti i sabati, in servizio fino alle ore 24,00; Esiste inoltre un regolamento approvato con delibera consiliare del 10/12/2018 recante il numero “43”, che disciplina gli spettacoli gli intrattenimenti musicali e danzanti in pubblici esercizi. Ahimè, anche questo è un altro motivo che porta ad una movida indisciplinata. Locali come pizzerie; vinerie; enoteche e pub cercano di trasformarsi in discoteche con spettacoli di musica live, karaoke e serate disco a tema. E questo comporta tutta una serie di problematiche, soprattutto sotto il profilo della sicurezza.
- Dopo quanto si è assistito, durante le recenti festività natalizie, prevede nuove ordinanze per limitare la somministrazione di alcolici in determinati orari e in determinate aree?
- Non ritengo sia solo un problema di somministrazione di alcolici. Non bisognerebbe mai fare di tutta un’erba un fascio, rischiando di andare a penalizzare quella attività che rispettano normi e leggi. Certo, è un dato di fatto che Frattamaggiore ha cambiato il suo “volto commerciale”. Da centro commerciale naturale vocato all’alta moda con attività come gioiellerie esclusive; negozi di oggettistica esclusiva e abbigliamento griffato, oggi si è trasformata in una sorta di “friggitori a cielo aperto”, con locali che attirano grandi folle, trasformando intere aree in una sorta di Luna Park per un “divertimento” senza limiti né controlli. Una città dove sono praticamente scomparsi i commercianti frattesi sostituiti da operatori e investitori provenienti da altri paesi. Credo che sia arrivato il momento di mettere un freno, attraverso la limitazione di rilascio di licenze per nuove aperture di attività di ristorazione, così come è stato fatto anche a Napoli;
- Tutto chiaro. Ma come intenderete gestire la problematica molto sentita da chi tutte le mattine deve andare a lavoro, come quella che riguarda il disturbo della quiete pubblica e il sovraffollamento nelle aree della movida?
- Tenuto conto che oramai tutta la città, che con 5,34 kmq, non è certo una metropoli, sia diventata un’unica area preda della movida selvaggia, l’unica soluzione alla problematica, al momento, sia da ricercare in controlli mirati; Ogni nuova apertura andrebbe controllata nei minimi particolari e determinati controlli dovrebbero essere fatti prima, durante e dopo l’apertura di nuove attività. Questo potrebbe rappresentare un deterrete per chi si improvvisa operatore del settore senza le necessarie competenze e conoscenza delle norme che regolano il settore.
- Sareste aperti a discutere con i residenti o comitati di quartiere per cercare di trovare soluzioni condivise sulla questione “movida selvaggia”?
- Vede direttore, le proposte a noi consiglieri arrivano quotidianamente dai cittadini talvolta esasperati. E spesso non chiedono la luna, ma solo il rispetto delle regole come i marciapiedi liberi; Automobili non parcheggiate davanti alle proprie abitazioni; Chiedono di non doversi barricare in casa per evitare schiamazzi e musica ad alto volume a tarda ora; Chiedono che si possano evitare assembramenti di persone lungo le arterie chiave della città, assembramenti che sovente provocano ostacoli e conseguente blocco del traffico veicolare con inevitabile aumento dell’inquinamento dell’aria, talvolta irrespirabile. E poi, diciamocela tutta. C’è gente che al mattino presto va a lavorare ed è ingiusto che a queste persone venga negato di fatto il diritto di riposare nelle ore notturne.
- Insomma, ritiene che si possano trovare soluzioni valide affinché la problematica venga risolta oppure tutto resterà lettera morta dopo le pontificazioni dei soliti noti sul pulpito dei social?
- Le soluzioni si possono trovare. Soprattutto se queste saranno frutto di una sinergia posta in atto dalle varie componenti che operano sul territorio frattese (politiche e non). Tanto per cominciare, il sindaco dovrebbe emanare un’ordinanza di chiusura dei locali di ristorazione entro le 24,00; Il comandante della Polizia Municipale dovrebbe essere più incisivo nel far rispettare leggi, norme e regolamenti locali. Se a tutto questo aggiungessimo il buon senso civico dei gestori di talune attività, soprattutto nel rispettare leggi e regolamenti comunali, saremmo già a buon punto.

