Servizio di Caterina Flagiello
Frattamaggiore: Una dimora storica di eccellenza, Palazzo Niglio-Jadicicco, ha ospitato per due giorni un’esposizione interamente dedicata all’architettura del 1700, definito “Il secolo delle meraviglie”, a cura di Donato Farro, dell’associazione Vanvitellando e dell’Istituto di Studi Atellani. La professoressa Bianca Iadicicco de Notaristefani, proprietaria della dimora storica, introduce così la mostra: “Qui sono presenti opere e disegni non solo di Vanvitelli ma anche di altri architetti della sua epoca, che hanno dato poi carattere al territorio e al Regno di Napoli, soprattutto in Campania. Inoltre, abbiamo anche un libro di sir William Hamilton, che era ambasciatore plenipotenziario di sua maestà britannica presso la corte borbonica a Napoli. Sir Hamilton era un grandissimo appassionato di architettura e soprattutto di archeologia, si recava spesso ad Ercolano dove c’erano i primi ritrovamenti e lui riuscì a mettere insieme un’ampia collezione privata di vasi etruschi, romani e della Magna Grecia, che fece poi riprodurre da raffinati artigiani campani. Inoltre, fu proprio lui l’ispiratore del famoso giardino all’inglese che si trova presso la Reggia di Caserta, tra l’altro era anche molto amico della regina Maria Carolina.” e aggiunge: “Questo secolo ha dato tanto alla Campania e a tutto il sud Italia, con Carlo III c’è un forte entusiasmo verso il nuovo, non dimentichiamo anche il campo musicale con il grandissimo genio che possiamo ascoltare in sottofondo, Francesco Durante”. Donato Farro esplora in dettaglio le immagini esposte, approfondendo il contesto culturale e storico che le caratterizza: “In questa settimana cade la nascita di Luigi Vanvitelli, un compleanno importante, di un personaggio unico al mondo e abbiamo deciso di dedicare questa mostra proprio a lui e alla sua cerchia. Qui è possibile trovare anche immagini di suo padre, Caspar Vanvitelli, dall‘Olanda, estendendo fino a tutto ciò che è inerente il 1700. In queste sale ci sono progetti e schizzi di Luigi Vanvitelli, ad esempio uno in particolare inerente la cupola della Cattedrale di San Feliciano a Foligno, un progetto di una “Reggia di Caserta” a cura di Mario Gioffredo che fu presentato al re Carlo III, ma che non fu selezionato per la realizzazione, in quanto ritenuto utopistico” e continua: C’è una “Veduta su Napoli” ”di Basilio Anitio, poi Giuseppe Valadier, architetto camerale per il Papa, con un progetto per un faro ed una borsa pubblica e anche vari progetti di Giuseppe Bonito, Giovanni Patturelli, Angelo Brunelli. E’ presente un disegno che ritrae il teatro ad Ercolano, riscoperto nel 1750, a cura di Vincenzo Ferrarese. Immagini anche della reggia di San Leucio e della Reggia di Carditello, ad opera di Francesco Collecini e dell’altare maggiore presso la Chiesa di San Pietro a Majella a Napoli, ad opera di Rispoli. Oltre a vari studi artistici.” Milena Auletta, consigliera dell‘ Istituto di studi Atellani sottolinea come: “La mostra “Il secolo delle meraviglie – Arte e architettura nel Settecento tra Vanvitelli e i maestri del suo tempo” esplora la vitalità culturale del XVIII secolo mettendo in relazione arti visive e progettazione architettonica. Fulcro dell’esposizione è Luigi Vanvitelli, figura chiave di una stagione segnata da profonde innovazioni. Il progetto espositivo intende mettere in luce la sua produzione grafica collocandola in un più ampio scenario europeo. Le sue opere dialogano con quelle di altri maestri dell’epoca, evidenziando affinità e differenze stilistiche. Il percorso restituisce così uno sguardo sul laboratorio creativo del Settecento, tra eredità del passato e nuove prospettive.” Franco Montanaro, presidente dell’Istituto di Studi Atellani conclude con: “Noi avremmo già dovuto fare questa mostra qualche tempo fa, tuttavia si sono verificate alcune difficoltà. In ogni caso, insieme alla grandissima socia Bianca Iadicicco e con l’ausilio della consigliera Milena Auletta, siamo riusciti a far tornare qui Donato Farro ed organizzare questa mostra ricchissima di storia e cultura. È molto importante far comprendere che il periodo del 1700 rende il sud Italia, Napoli, Caserta e la Campania, un faro di civiltà, arte e cultura. Del sud non bisogna dire solo le cose negative, ma anche le cose positive, infatti abbiamo un patrimonio enorme che va conservato e trasmesso alle generazioni future.” Una mostra che ha avuto molto successo, con la partecipazione anche di due figuranti in abiti del 1700 a cura dell’associazione di rievocazione storica “Antiqua Tempora” del Conte Gennaro Cocorullo.


