Sicuramente potrebbero essere due sindaci bravi e all’altezza del compito, ma occorre essere intellettualmente onesti verso gli elettori frattesi ai quali si vorrebbe propinare da un lato una parvenza di verginità amministrativa che non c’è (Luigi Del Prete) e dall’altro, la continuità da portare a termine progetti in itinere con gli stessi uomini (Pasquale Del Prete). Legittimo in campagna elettorale propinare ciò che si vuole, ma non si possono ignorare gli apparati che hanno condotto e conducono trattative politiche e formazioni in campo. E sono due apparati da i nomi eccellenti, idealmente e non solo, guidati da chi ha amministrato negli ultimi 20 anni: Francesco Russo e Marco Antonio Del Prete, entrambi scesi in campo direttamente. Il secondo capolista con Pasquale Del Prete, il primo con una intera lista guidata dall’ottimo Sossio Farina con Luigi del Prete. Negare o far finta di non vedere, ripeto, sarebbe come dire che la statua ai piedi del ponte pedonale rappresenta Domenico Cirillo. Ed è altrettanto facile da capire che le guide politiche di questi apparati, faranno la differenza prima, durante e dopo il verdetto finale, nelle scelte amministrative future, quindi novità manco a parlarne e restaurazione del vecchio. In tale contesto, l’operazione del candidato Nello Rossi del PD, acquista un valore maggiore insieme all’unica donna presente, Daniela Pezzella. L’elettorato del PD di Marco Antonio Del Prete e di Francesco Russo, i quali hanno preferito altre strade, non può che prenderne atto e dare un vero segnale di cambiamento verso il giovanissimo Nello Rossi. Questo non vuole assolutamente essere un messaggio di parte, tra l’altro scritto da un uomo di destra, ma semplicemente dire la verità sulla rappresentanza politica di fatto degli schieramenti, a prescindere dai programmi che sono tutti bellissimi e da “incorniciare”.


