Una sentenza del TAR Campania che potrebbe determinare un vero e proprio effetto domino per quanto concerne gli aumenti volumetrici a seguito di abbattimento e risostruzione di edifici residenziali con la legge regionale dove previsto con aumento del 35%. Stiamo parlando di una costruzione in Via Cumana dove un confinante dell’immobile in questione, ha fatto ricorso al TAR che gli ha dato ragione. In sintesi il calcolo dell’aumento volumentrico è stato realizzato tenendo conto anche della parte non abitabile con oltre 1.100 mc in più. Scrive il TAR “La preesistente destinazione residenziale delle due unità immobiliari non risulta da alcun documento delle pratiche edilizie versato in atti” “Nel caso di specie, l’intervento edilizio contestato contempla un non irrilevante aumento del carico urbanistico, essendo incrementata la volumetria residenziale dell’edificio preesistente almeno del 35%, peraltro prevedendo la monetizzazione degli standard urbanistici. Tale circostanza costituisce una modifica dell’assetto dei luoghi potenzialmente idonea ad incidere in senso peggiorativo sia sulle condizioni di vivibilità dell’area, sia sul carico delle dotazioni infrastrutturali della zona e, pertanto, appare sufficiente a dimostrare la potenziale lesione della sfera giuridica del ricorrente, condizione idonea, secondo la medesima pronuncia del Consiglio di Stato, resa in sede Plenaria, ad integrare l’interesse ad agire” “Se, infatti, la volumetria residenziale esistente è di 4.739,60 mc, l’incremento volumetrico massimo assentibile avrebbe dovuto essere pari al 35% di tale cifra, ossia di mc 1.421,88. Il volume totale dell’edificio assentibile, considerata anche la parte non adibita a residenza avrebbe dovuto essere pari a mc 8.559,12 (4.739,60 +1421,88 +2397,64 mc), mentre è stato autorizzato un immobile di 9.603,33 mc”

