Frattamaggiore. Marco Del Prete, un sindaco nell’angolo sotto i colpi del PD, non risponde agli attacchi e manifesti

Le clamorose ed ultime vicende che stanno interessando il Partito Democratico frattese commissariato, alla luce dell’ultimo manifesto affisso sui muri in città, mettono in luce un sindaco Marco Antonio Del Prete come un pugile nell’angolo sotto i colpi dei “Magnifici Sette”, del commissario e del coordinamento provinciale che preannunciano altre espulsioni. Metaforicamente nell’angolo di un ring dove sono volati pugni verbali non di poco conto, perché dopo tutto il tam tam, gli elettori, i cittadini, la platea politica, attendeva un minimo di reazione, una propria azione difensiva da spiegare ai frattesi: niente di niente, silenzio assordante. Un silenzio che per gli addetti ai lavori è considerato quasi un avallo, una ritirata, e perché no, uno snobbare un partito che forse lo stesso sindaco ritiene già archiviato per il futuro prossimo, per le strategie elettorali imminenti? E lo stesso silenzio assordante vige anche nei consiglieri comunali PD che sulla carta sembrano ancora fedeli al sindaco. Ma a prescindere dalle varie ipotesi, chi esercita ruoli pubblici, nel proprio bagaglio dovrebbe avere, tra le cose più elementari e basilari, le parole rispetto per i propri elettori, confronto, chiarezza sulle posizioni. Ambiguità e silenzio rappresentano il peggior modo di rendersi ancora politicamente credibile.