Tra due giorni passa agli archivi della politica frattese l’annus horribilis in termini di speculazione edilizia, inaffidabilità politica di consiglieri comunali, la farsa di un PD mortificato dal comportamento dei principali esponenti, le inchieste in corso sul Consorzio Cimiteriale che preannunciano i botti più clamorosi, la corsa alla carica di sindaco dove anche l’ultimo dei Mohicani si autocandida, almeno sui social. Si, abbiamo la famosa movida selvaggia, il pienone per stappare champagne, luminarie sfavillanti, gli Elfie…tutto in perfetto stile feste, forca e farina, le famose tre F per governare alla fine del 700. Non tutto però è da buttare perchè grazie ai fondi PNRR qualcosa è stato pur realizzato per la gioia di tanti studi tecnici che hanno beneficiato di parcelle milionarie. E il popolo frattese cosa avrà beneficiato? Una villa Comunale sistemata, un parcheggio aperto, qualche scuola messa in sicurezza, e tanto ma tanto caos nella viabilità e nella vivibilità, basta vedere la fuga degli abitanti: dai 38.240 abitanti del 1981 agli 28.600 attuali. Ecco questo dato dovrebbe far riflettere i tanti “professori” della politica che adesso da 24 consiglieri comunali devono accontentarsi di 16, tanto meglio, almeno per i cittadini che andranno a risparmiare soldi per rappresentanti che oggi incassano 800 euro al mese nei lavori delle commissioni, e i risultati scadenti sono sotto gli occhi di tutti. Quale futuro per la città? Se gli attori saranno gli stessi, ci sarà poco da sperare, perchè abbiamo un alto tasso di inaffidabilità che fa ballare i consiglieri pronti a saltare di quà e di là, a secondo del momento, rinnegando di tutto e di più (vedi i clamorosi esempi di chi dalla opposizione è passato in maggioranza, di chi boccia il bilancio dalla opposizione per poi votarlo e pomparlo a secondo delle proprie convenienze). E le autocandidature in pectore alla carica di sindaco almeno sui social e sui marciapiedi, alcune con un bagaglio politicamente ambiguo, già sono un inizio di fallimento. Speriamo in progetti e personaggi anche se obsoleti ma affidabili e meno ambigui, con più coraggio e meno compromessi, con più coscienza civica vera, e non quella salottiera, radical chic che serve solo a chi ha la pancia piena. Buon 2026

